Background. Sustainable decision-making (SDM) represents a critical yet challenging domain of individual choice, characterised by conflicts between immediate personal costs and delayed, uncertain collective benefits. Traditional approaches in environmental psychology, primarily focused on attitudes, values, and intentions, have failed to explain the persistent intention-behaviour gap observed for pro-environmental behaviours. This limitation motivates the adoption of a neuro-cognitive perspective that examines the mechanisms shaping sustainable choices. Aim. To investigate and conceptualise the neuro-cognitive bases of sustainable attitude, the dissertation integrates four complementary lines of investigation. Methods. First, a scoping review summarises evidence from neuroeconomics, neuroscience and consumer research to identify core mechanisms involved in SDM. Second, a behavioural study examines pro-environmental choices as a multi-stage decision process, and tests the association between decisional stages and decisional conflict. Third, a structural study focuses on one of decision-making most important biases, i.e., loss aversion, by combining its behavioural modelling with a morphometric protocol to assess whether loss sensitivity relates to stable brain features. Finally, a resting-state fMRI study investigates whether sustainable behaviour, operationalised through an ecologically valid resource-dilemma task, is associated with intrinsic brain connectivity patterns. Results. Behaviourally, earlier decisional stages are associated with higher conflict, highlighting it as a key barrier to action. Structurally, loss aversion shows a non-linear relationship with posterior insular and somatosensory features, suggesting trait-like interoceptive modulation of valuation. Functionally, greater sustainable behaviour is associated with reduced intrinsic connectivity within limbic and salience networks, suggestive of attenuated sensitivity to short-term losses. Conclusions. Together, these results support the view that sustainability reflects a neuro-cognitive disposition shaped by affective and cognitive costs-benefits valuation, conflict and salience regulation, alongside bodily signal integration. Implications. By grounding sustainable behaviour in decision-making architecture, this work informs interventions aimed at reducing decisional conflict and reliance on self-control, thus complementing policy-level approaches to sustainability

Il processo decisionale sostenibile rappresenta un ambito cruciale ma complesso della scelta individuale, caratterizzato dal conflitto tra costi personali immediati e benefici collettivi posticipati e incerti. Gli approcci tradizionali della psicologia ambientale, incentrati principalmente su atteggiamenti, valori e intenzioni, faticano a spiegare il persistente divario tra le intenzioni dichiarate e gli effettivi comportamenti ambientali osservati. Questa limitazione motiva l'adozione di una prospettiva neurocognitiva che esamini i meccanismi dietro le scelte sostenibili. Per indagare e concettualizzare le basi neurocognitive dell'atteggiamento sostenibile, questa tesi integra quattro linee di ricerca complementari. In primo luogo, una revisione esplorativa riassume evidenze da neuroeconomia, neuroscienze e dalla ricerca sui consumatori per identificare i meccanismi coinvolti nella presa di decisione sostenibile. In secondo luogo, uno studio comportamentale esamina le scelte pro-ambientali come un processo decisionale multi-stadio e ne valuta l'associazione con il conflitto decisionale. In terzo luogo, uno studio strutturale si concentra su un importante bias della presa di decisione, l'avversione alla perdita, combinando modellizzazione comportamentale e analisi morfometriche per valutare la correlazione tra sensibilità alla perdita e caratteristiche cerebrali stabili. Infine, uno studio fMRI a riposo indaga se il comportamento sostenibile, operazionalizzato attraverso un compito ecologicamente valido di dilemma delle risorse, sia associato a modelli intrinseci di connettività cerebrale. I dati comportamentale mostrano che le fasi decisionali iniziali sono associate a un maggiore conflitto, evidenziando quest’ultimo come un ostacolo fondamentale all'azione. Strutturalmente, l'avversione alla perdita mostra una relazione quadratica con regioni insulari e somatosensoriali posteriori, suggerendo una modulazione interocettiva di tipo disposizionale. A livello funzionale, un comportamento più sostenibile è associato a una ridotta connettività nelle reti limbiche e di salienza, indicando una sensibilità attenuata alle perdite a breve termine. Nel complesso, questi risultati supportano l'idea che la sostenibilità rifletta una predisposizione neuro-cognitiva modellata dalla valutazione affettiva e cognitiva dei costi-benefici, dalla regolazione del conflitto e della salienza, e dall'integrazione dei segnali corporei. Basando il comportamento sostenibile sull'architettura decisionale, questa ricerca informa gli interventi volti a ridurre il conflitto decisionale e l'affidamento all'autocontrollo, così da complementare le politiche alla sostenibilità.

Basi neuro-cognitive del processo decisionale e dell'atteggiamento sostenibile / Richelli, Letizia. - (2026 May 11).

Basi neuro-cognitive del processo decisionale e dell'atteggiamento sostenibile

RICHELLI, LETIZIA
2026-05-11

Abstract

Background. Sustainable decision-making (SDM) represents a critical yet challenging domain of individual choice, characterised by conflicts between immediate personal costs and delayed, uncertain collective benefits. Traditional approaches in environmental psychology, primarily focused on attitudes, values, and intentions, have failed to explain the persistent intention-behaviour gap observed for pro-environmental behaviours. This limitation motivates the adoption of a neuro-cognitive perspective that examines the mechanisms shaping sustainable choices. Aim. To investigate and conceptualise the neuro-cognitive bases of sustainable attitude, the dissertation integrates four complementary lines of investigation. Methods. First, a scoping review summarises evidence from neuroeconomics, neuroscience and consumer research to identify core mechanisms involved in SDM. Second, a behavioural study examines pro-environmental choices as a multi-stage decision process, and tests the association between decisional stages and decisional conflict. Third, a structural study focuses on one of decision-making most important biases, i.e., loss aversion, by combining its behavioural modelling with a morphometric protocol to assess whether loss sensitivity relates to stable brain features. Finally, a resting-state fMRI study investigates whether sustainable behaviour, operationalised through an ecologically valid resource-dilemma task, is associated with intrinsic brain connectivity patterns. Results. Behaviourally, earlier decisional stages are associated with higher conflict, highlighting it as a key barrier to action. Structurally, loss aversion shows a non-linear relationship with posterior insular and somatosensory features, suggesting trait-like interoceptive modulation of valuation. Functionally, greater sustainable behaviour is associated with reduced intrinsic connectivity within limbic and salience networks, suggestive of attenuated sensitivity to short-term losses. Conclusions. Together, these results support the view that sustainability reflects a neuro-cognitive disposition shaped by affective and cognitive costs-benefits valuation, conflict and salience regulation, alongside bodily signal integration. Implications. By grounding sustainable behaviour in decision-making architecture, this work informs interventions aimed at reducing decisional conflict and reliance on self-control, thus complementing policy-level approaches to sustainability
11-mag-2026
SVILUPPO SOSTENIBILE E CAMBIAMENTO CLIMATICO
Il processo decisionale sostenibile rappresenta un ambito cruciale ma complesso della scelta individuale, caratterizzato dal conflitto tra costi personali immediati e benefici collettivi posticipati e incerti. Gli approcci tradizionali della psicologia ambientale, incentrati principalmente su atteggiamenti, valori e intenzioni, faticano a spiegare il persistente divario tra le intenzioni dichiarate e gli effettivi comportamenti ambientali osservati. Questa limitazione motiva l'adozione di una prospettiva neurocognitiva che esamini i meccanismi dietro le scelte sostenibili. Per indagare e concettualizzare le basi neurocognitive dell'atteggiamento sostenibile, questa tesi integra quattro linee di ricerca complementari. In primo luogo, una revisione esplorativa riassume evidenze da neuroeconomia, neuroscienze e dalla ricerca sui consumatori per identificare i meccanismi coinvolti nella presa di decisione sostenibile. In secondo luogo, uno studio comportamentale esamina le scelte pro-ambientali come un processo decisionale multi-stadio e ne valuta l'associazione con il conflitto decisionale. In terzo luogo, uno studio strutturale si concentra su un importante bias della presa di decisione, l'avversione alla perdita, combinando modellizzazione comportamentale e analisi morfometriche per valutare la correlazione tra sensibilità alla perdita e caratteristiche cerebrali stabili. Infine, uno studio fMRI a riposo indaga se il comportamento sostenibile, operazionalizzato attraverso un compito ecologicamente valido di dilemma delle risorse, sia associato a modelli intrinseci di connettività cerebrale. I dati comportamentale mostrano che le fasi decisionali iniziali sono associate a un maggiore conflitto, evidenziando quest’ultimo come un ostacolo fondamentale all'azione. Strutturalmente, l'avversione alla perdita mostra una relazione quadratica con regioni insulari e somatosensoriali posteriori, suggerendo una modulazione interocettiva di tipo disposizionale. A livello funzionale, un comportamento più sostenibile è associato a una ridotta connettività nelle reti limbiche e di salienza, indicando una sensibilità attenuata alle perdite a breve termine. Nel complesso, questi risultati supportano l'idea che la sostenibilità rifletta una predisposizione neuro-cognitiva modellata dalla valutazione affettiva e cognitiva dei costi-benefici, dalla regolazione del conflitto e della salienza, e dall'integrazione dei segnali corporei. Basando il comportamento sostenibile sull'architettura decisionale, questa ricerca informa gli interventi volti a ridurre il conflitto decisionale e l'affidamento all'autocontrollo, così da complementare le politiche alla sostenibilità.
MATTAVELLI, GIULIA CAMILLA
CANESSA, NICOLA
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Descrizione: Tesi def
Tipologia: Tesi di dottorato
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Utilizza questo identificativo per citare o creare un link a questo documento: https://hdl.handle.net/20.500.12076/25528
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