This thesis examines how foreign investor (corporate) accountability is shaped in resource rich countries through the interaction of state and institutional capacity, foreign investment and extractive dependence, and the evolving reach of extraterritorial laws by capital exporting home states. It argues also that the way states prioritize the three pillars of sustainable development plays an important role in shaping corporate conduct and enforcement outcomes. Chapter 1 compares how host and home states interpret and balance the SDG economic, social and environmental pillars. It finds that investment dependent host states such as Mongolia, Kazakhstan, and Botswana formally embrace the language of sustainable development but systematically prioritize economic growth, while home states like the UK, the EU (France), China, and Canada balance economic interests with social or environmental standards within their own borders but apply them unevenly abroad. Chapter 2 explores how host state capacity affects regulating foreign investors and implementing these regulations. The findings show that where institutions lack certain capacity, the regulations and their implementations are inconsistent and weak, but when FDI dependence dominates, regulation further weakens. Chapter 3 traces how home state measures such as due diligence and reporting laws extend accountability across borders, yet they often reproduce global power asymmetries by centralizing norm setting and enforcement in home states while marginalizing host states and affected communities. This thesis concludes that contemporary corporate accountability regimes generate accountability without reparation and reform without structural change. It contributes to the literature by demonstrating that effective corporate accountability requires not merely stronger domestic governance or expanded extraterritorial regulation, but a redistribution of regulatory power, binding investor obligation, and genuine inclusion of host states and affected communities in global governance frameworks.

La tesi esamina il modo in cui la responsabilità degli investitori stranieri (privati) è modellata nei paesi ricchi di risorse, attraverso l'interazione tra capacità statale e istituzionale, investimenti esteri e dipendenza dall’estrazione, nonché l’impatto in continua evoluzione delle leggi extraterritoriali da parte degli Stati esportatori di capitali. La tesi sostiene inoltre che il modo in cui gli Stati danno priorità ai tre pilastri dello sviluppo sostenibile svolge un ruolo fondamentale nel plasmare la condotta delle imprese e gli esiti dell’applicazione delle norme. Il Capitolo 1 confronta il modo in cui Stati ospitanti e Stati di origine interpretano e bilanciano i tre pilastri degli SDG: economico, sociale e ambientale. Dall’analisi emerge che Stati ospitanti dipendenti dagli investimenti, come Mongolia, Kazakistan e Botswana, adottano formalmente il linguaggio dello sviluppo sostenibile, ma danno sistematicamente priorità alla crescita economica, mentre Stati di origine come il Regno Unito, l’Unione Europea (Francia), la Cina e il Canada bilanciano gli interessi economici con standard sociali o ambientali all’interno dei propri confini, applicandoli però in modo disomogeneo all’estero. Il Capitolo 2 analizza come la capacità dello Stato ospitante influisca sulla regolamentazione degli investitori stranieri e sull’attuazione di tali normative. I risultati mostrano che, laddove le istituzioni siano carenti di determinate capacità, le norme e la loro applicazione risultano incoerenti e deboli; inoltre, quando domina la dipendenza dagli IDE, la regolamentazione si indebolisce ulteriormente. Il Capitolo 3 ricostruisce il modo in cui le misure adottate dagli Stati di origine, quali le leggi sulla due diligence e sulla rendicontazione, estendano la responsabilità oltre i confini nazionali; tuttavia, esse spesso riproducono asimmetrie di potere globali, centralizzando la produzione delle norme e l’applicazione delle stesse negli Stati di origine, mentre marginalizzano gli Stati ospitanti e le comunità interessate. La tesi conclude che i regimi contemporanei di responsabilità d’impresa producono responsabilità senza riparazione e riforme senza cambiamento strutturale. Contribuisce alla letteratura dimostrando che una responsabilità d’impresa efficace richiede non solo una governance interna più forte o un’estensione della regolamentazione extraterritoriale, ma anche una redistribuzione del potere regolatorio, obblighi vincolanti per gli investitori e una reale inclusione degli Stati ospitanti e delle comunità interessate nei quadri di governance globale.

Shaping Foreign Investor Accountability: State Capacity, FDI Dependence and The Rise of Extraterritorial Regulation A Comparative Study of Mongolia, Kazakhstan, and Botswana, with Home State Regulation from the UK, EU (France), China, and Canada / Ishgen, Baljinnyam. - (2026 May 11).

Shaping Foreign Investor Accountability: State Capacity, FDI Dependence and The Rise of Extraterritorial Regulation A Comparative Study of Mongolia, Kazakhstan, and Botswana, with Home State Regulation from the UK, EU (France), China, and Canada.

ISHGEN, BALJINNYAM
2026-05-11

Abstract

This thesis examines how foreign investor (corporate) accountability is shaped in resource rich countries through the interaction of state and institutional capacity, foreign investment and extractive dependence, and the evolving reach of extraterritorial laws by capital exporting home states. It argues also that the way states prioritize the three pillars of sustainable development plays an important role in shaping corporate conduct and enforcement outcomes. Chapter 1 compares how host and home states interpret and balance the SDG economic, social and environmental pillars. It finds that investment dependent host states such as Mongolia, Kazakhstan, and Botswana formally embrace the language of sustainable development but systematically prioritize economic growth, while home states like the UK, the EU (France), China, and Canada balance economic interests with social or environmental standards within their own borders but apply them unevenly abroad. Chapter 2 explores how host state capacity affects regulating foreign investors and implementing these regulations. The findings show that where institutions lack certain capacity, the regulations and their implementations are inconsistent and weak, but when FDI dependence dominates, regulation further weakens. Chapter 3 traces how home state measures such as due diligence and reporting laws extend accountability across borders, yet they often reproduce global power asymmetries by centralizing norm setting and enforcement in home states while marginalizing host states and affected communities. This thesis concludes that contemporary corporate accountability regimes generate accountability without reparation and reform without structural change. It contributes to the literature by demonstrating that effective corporate accountability requires not merely stronger domestic governance or expanded extraterritorial regulation, but a redistribution of regulatory power, binding investor obligation, and genuine inclusion of host states and affected communities in global governance frameworks.
11-mag-2026
SVILUPPO SOSTENIBILE E CAMBIAMENTO CLIMATICO
La tesi esamina il modo in cui la responsabilità degli investitori stranieri (privati) è modellata nei paesi ricchi di risorse, attraverso l'interazione tra capacità statale e istituzionale, investimenti esteri e dipendenza dall’estrazione, nonché l’impatto in continua evoluzione delle leggi extraterritoriali da parte degli Stati esportatori di capitali. La tesi sostiene inoltre che il modo in cui gli Stati danno priorità ai tre pilastri dello sviluppo sostenibile svolge un ruolo fondamentale nel plasmare la condotta delle imprese e gli esiti dell’applicazione delle norme. Il Capitolo 1 confronta il modo in cui Stati ospitanti e Stati di origine interpretano e bilanciano i tre pilastri degli SDG: economico, sociale e ambientale. Dall’analisi emerge che Stati ospitanti dipendenti dagli investimenti, come Mongolia, Kazakistan e Botswana, adottano formalmente il linguaggio dello sviluppo sostenibile, ma danno sistematicamente priorità alla crescita economica, mentre Stati di origine come il Regno Unito, l’Unione Europea (Francia), la Cina e il Canada bilanciano gli interessi economici con standard sociali o ambientali all’interno dei propri confini, applicandoli però in modo disomogeneo all’estero. Il Capitolo 2 analizza come la capacità dello Stato ospitante influisca sulla regolamentazione degli investitori stranieri e sull’attuazione di tali normative. I risultati mostrano che, laddove le istituzioni siano carenti di determinate capacità, le norme e la loro applicazione risultano incoerenti e deboli; inoltre, quando domina la dipendenza dagli IDE, la regolamentazione si indebolisce ulteriormente. Il Capitolo 3 ricostruisce il modo in cui le misure adottate dagli Stati di origine, quali le leggi sulla due diligence e sulla rendicontazione, estendano la responsabilità oltre i confini nazionali; tuttavia, esse spesso riproducono asimmetrie di potere globali, centralizzando la produzione delle norme e l’applicazione delle stesse negli Stati di origine, mentre marginalizzano gli Stati ospitanti e le comunità interessate. La tesi conclude che i regimi contemporanei di responsabilità d’impresa producono responsabilità senza riparazione e riforme senza cambiamento strutturale. Contribuisce alla letteratura dimostrando che una responsabilità d’impresa efficace richiede non solo una governance interna più forte o un’estensione della regolamentazione extraterritoriale, ma anche una redistribuzione del potere regolatorio, obblighi vincolanti per gli investitori e una reale inclusione degli Stati ospitanti e delle comunità interessate nei quadri di governance globale.
MONTI, ALBERTO
MONTI, ALBERTO
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Descrizione: Tesi def
Tipologia: Tesi di dottorato
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Utilizza questo identificativo per citare o creare un link a questo documento: https://hdl.handle.net/20.500.12076/25523
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